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Domenica 23 luglio - La ragazza del mondo

ragazza del mondo

Regia Marco Danieli

Con Sara Serraiocco, Davide Riondino, Marco Leonardi, Stefania Montorsi

Italia 2016
Sceneggiatura Marco Danieli Antonio Manca
Fotografia Emanuele Pasquet
Montaggio Alessio Franco, Davide Vizzini
Scenografia Umberto Smerilli
Costumi Laura Inglese
Musica Claudia Montanari, Giulia Pagliarulo
Suono Giuliano Marcaccini
Durata 104 minuti
Distribuzione Bolero Film

 

- Ospiti della serata: Marco Danieli e Sara Serraiocco

la ragazza del mondo locGiulia, come l’intera famiglia, è una Testimone di Geova. Le regole di appartenenza al gruppo religioso sono rigide, a cominciare dalla separazione nelle relazioni sentimentali con persone non della comunità. Durante un giro di proselitismo Giulia però conosce Libero, un ragazzo che la colpisce immediatamente e di cui si innamora. La comunità viene subito coinvolta.

 

 

 

 

 

 

 

 

Ci sono film che meritano attenzione per ciò che raccontano e per come lo fanno. Altri hanno un valore aggiunto particolare. In questo caso il valore aggiunto ha origine nella modalità produttiva che vede nel Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma non solo un co-produttore ma anche, e soprattutto, come l'istituzione che ha formato gran parte di coloro che hanno contribuito alla realizzazione.
Il tema certo non era dei più semplici da affrontare anche perché sui Testimoni di Geova interviene un immaginario popolare che li identifica come quelli che suonano ai campanelli per cercare di portare nuovi adepti alla comunità. Il film di Danieli non manca loro di rispetto anche perché la documentazione che sta a monte della sceneggiatura è corposa. Non siamo dinanzi a una storia che li vede come i “cattivi” perché anche Libero, che pure è lo strumento di una nuova e definitiva apertura al mondo da parte di Giulia, non è certo uno stinco di santo.
Quella che il film cerca di andare a proporre non è una vicenda alla Romeo e Giulietta ma piuttosto una lettura di come l'adesione all'ortodossia religiosa finisca con il trasformarsi in un abbraccio soffocante che, mentre cerca di proteggere ed elevare spiritualmente, rischia quotidianamente di non comprendere proprio quella realtà che vorrebbe trasformare con la forza della fede. La luce di Dio deve, per definizione, illuminare. Se la si propone in maniera accecante si può rischiare di vanificarne la funzione.
Giancarlo Zappoli www.mymovies.it