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Giovedì 27 luglio - Le redoubtable

formidabile

ANTEPRIMA NAZIONALE

Regia Michel Hazanavicius

Con Louis Garrel, Stacy Martin, Bérénice Bejo, Micha Lescot

Francia 2017
Regia Michel Hazanavicius
Sceneggiatura Michel Hazanavicius
Fotografia Guillaume Schiffman
Montaggio Anne-Sophie Bion
Scenografia Christian Marti
Costumi Sabrina Riccardi
Durata 107 minuti
Distribuzione Cinema
Film in lingua originale con sottotitoli in inglese

 

- Ospiti della serata: Michel Hazanavicious, Bérénice Bejo, Simone Gattoni

redoutableA Parigi nel 1967 Jean-Luc Godard, cineasta di punta della Nouvelle Vague sta distribuendo nelle sale La cinese che ha come protagonista l’amata Anne Wiazemsky, di vent’anni anni più giovane. Sebbene felicemente sposati la loro vita sentimentale e professionale viene messa a dura prova dopo l'accoglienza negativa del film, che sprofonda Godard in una crisi..

 

 

 

 

 

 

 

 

Un rapporto incandescente che Michel Hazanavicius racconta a partire dal libro autobiografico dell’attrice, sfidando il luogo comune che vuole intoccabile il regista di A bout de souffle. Invece il più giovane collega affronta il mito in versione coppia senza paure, anzi molto giocando la carta dell’ironia se non dello sberleffo.
Godard sotto la lente di Hazanavicius si rivela un provocatore all’ennesima potenza, Anne Wiazemsky, una donna innamorata disposta a frenare la propria creatività pur di non contrastare l’irascibile marito.
Intorno a loro un coro di gente di cinema, studenti in assemblea permanente cui Godard in vena di provocazioni propina lezioni prive di logica e morale, poliziotti pronti alle cariche, operai in corteo.
Se però l’affresco è puntuale e la ricostruzione d’epoca precisa, il tono della comicità al vetriolo scelto per tenere assieme pubblico e privato crea sulle prime un sano desiderio di ridere che però alla lunga degenera in disappunto.
Se anche la fonte d’informazione è da ritenersi assolutamente veritiera essendo la stessa Wiazemsky, il Godard infantile e sopra le righe mimeticamente interpretato da Louis Garrel alla fine non risulta credibile. O quanto meno viene voglia di proteggerlo come fosse un brutto anatroccolo.
La difesa d’ufficio preventiva operata dalla critica più oltranzista, Cahiers du Cinéma in testa, non era totalmente campata in aria e così in molti hanno trovato terreno fertile nel trasformare i pregiudizi in giudizi definitivi. Il re è nudo, ma resta pur sempre il re.
Angela Prudenzi  www.cinematografo.it